Il metodo mafioso: dalle mafie tradizionali ai sistemi criminali
Il seminario – organizzato sotto il patrocinio della Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università degli Studi di Palermo, in collaborazione con l’Ufficio dei Referenti per la Formazione professionale del Distretto di Palermo del Consiglio Superiore della Magistratura – rappresenta l’occasione per riunire a confronto operatori del diritto e studiosi del fenomeno mafioso, e con loro dar vita a una serie di momenti di riflessione e di scambio di conoscenze, tentando di superare quella visione parcellizzata che spesso affligge questo settore di studi, con l’obiettivo di elaborare nuovi e più adeguati paradigmi sui processi di trasformazione in atto nel mondo della criminalità organizzata, a livello nazionale e internazionale.
La necessità urgente di un confronto, nasce dalla presa d’atto che mentre proliferano iniziative, interventi e discorsi su temi connessi alla presenza e alle attività delle organizzazioni mafiose, d’altra parte diventa sempre più evidente la frammentazione delle analisi con cui ci si accosta a questi temi; la pubblicistica più diffusa privilegia elementi puramente narrativi, stereotipi e luoghi comuni, mentre studi anche autorevoli utilizzano un approccio che – nella grande maggioranza dei casi – non riesce a conciliare, insieme, le ricadute giuridiche, economiche e socio-culturali delle migliori riflessioni sul tema.
Gli elementi di mutazione colti, più di recente, nelle maggiori organizzazioni criminali mafiose che operano nel nostro Paese (Cosa Nostra, ‘Ndrangheta Sacra Corona Unita e Camorra), sembrano mettere in evidenza una diversa e maggiore attenzione verso gli scenari internazionali e un processo di contestuale modifica dell’assetto organizzativo interno, ispirato dalle esigenze di un più flessibile sistema criminale a rete. L’attività delle singole organizzazioni mafiose sembra integrarsi all’interno di un quadro sempre più complesso di accordi e reti criminali, che legano insieme attività economiche e interessi mafiosi, lungo una linea di confine in cui la differenza tra la sfera del lecito e quella dell’illecito diventa sempre meno definita ed evidente.
Nasce, a questo punto, la necessità di interrogarsi sulla validità dei paradigmi di studio finora adottati nell’analisi e nell’osservazione dei fenomeni criminali mafiosi. Una prima, sicura esigenza diventa quella di contrapporre al sistema criminale, un altrettanto solido approccio sistematico, sia sul piano conoscitivo, sia sul piano dell’azione repressiva.
In questo scenario, il contributo del Seminario agisce su più livelli: consente un confronto tra studiosi e operatori, orientato a comprendere i processi di mutamento in atto e le connessioni con il mondo del crimine transnazionale; pone le basi per una valutazione dei paradigmi attualmente utilizzati, in vista di una loro revisione in chiave coordinata.
Iscrizione
La partecipazione al Seminario è a numero chiuso. Saranno ammessi 70 studenti, dei quali 50 della Facoltà di Scienze della Formazione. Qualora le richieste di iscrizione superassero i limiti previsti, si procederà ad una selezione in base all’anno di corso e alla media dei voti riportati.
I partecipanti iscritti alla Facoltà di Scienze della Formazione, Classi XVIII (Scienze dell’Educazione e della formazione) e XIV (Scienze della Comunicazione), possono fruire dell’attribuzione di 3 CFU. Ai Consigli di coordinamento delle altre Classi della Facoltà è stato chiesto di concedere la medesima opportunità.
Per ottenere l’attribuzione dei Crediti, sarà comunque necessaria l’attestazione di presenza agli incontri seminariali e il superamento della verifica finale.
Saranno ammessi anche uditori, ai quali non saranno attribuiti crediti formativi Le iscrizioni potranno essere effettuate entro il 10 ottobre 2007 presso il Dipartimento di Scienze Sociali, viale delle Scienze – Edificio 15 (II piano), ogni lunedì e martedì dalle ore 9.30 alle ore 12.30.
Il percorso didattico
Il percorso formativo è strutturato in sei incontri della durata di 4 ore ciascuno, per un totale di 24 ore di didattica. Ogni incontro prevede la presenza di almeno due esperti della materia, selezionati tra docenti universitari, studiosi e operatori del settore, che proporranno una iniziale riflessione, partendo dalle proprie esperienze e dai propri studi sul tema. A partire da tali relazioni, è previsto un successivo, ampio spazio per il dibattito.
È prevista, poi, una giornata di studio (5 ore) nel corso della quale, ripercorrendo l’iter degli incontri precedenti, si cercherà di individuare gli elementi di connessione e i tratti comuni via via emersi; i lavori verranno coordinati da un docente universitario e da un esperto analista del fenomeno mafioso.
È previsto, infine, un incontro conclusivo, organizzato in forma di convegno di studi, aperto alla partecipazione di un pubblico più vasto, nel corso del quale si cercherà di approfondire le tesi emerse durante i lavori seminariali, affrontando il tema relativo alla diffusione del “metodo” mafioso e alle sue ricadute sull’identità delle mafie cd. tradizionali.
Gli incontri
19 ottobre
Illegalità diffusa e strutture criminali: il caso della camorra
(Filippo Beatrice – Gabriella Gribaudi)
26 ottobre
I traffici internazionali della Sacra Corona Unita
(Cataldo Motta – Monica Massari)
8 novembre
La ‘Ndrangheta come ordinamento giuridico illegale
(Salvatore Boemi – Rocco Sciarrone – Renate Siebert)
12 novembre
Cosa Nostra e le reti criminali
(Ernesto Savona – Antonio Ingroia)
23 novembre
Criminalità organizzata tra Palermo e New York: un’analisi comparativa
(Salvatore Lupo)
30 novembre
Poteri violenti e mafie
(Vincenzo Ruggiero – Livio Pepino)
La giornata di studio
7 dicembre
Dalle mafie tradizionali ai sistemi criminali
(Alessandra Dino – Roberto Scarpinato)
Il Convegno di studi
14 dicembre
Il metodo mafioso
Coordina Salvatore Cusimano – Saluto del Direttore del Dipartimento di Scienze Sociali Fabio Lo Verde – Introduce Alessandra Dino – Intervengono Antonio Balsamo, Fabrizio Biondo, Giancarlo Caselli, Raimondo Catanzaro, Enzo Ciconte, Franco Di Maria, Walter Fanganiello Maierowitch, Giovanni Fiandaca, Francesco Forgione, Antonio Ingroia, Antonio La Spina, Guido Lo Forte, Girolamo Lo Verso, Claudio Riolo.
Segreteria:
Dr Marilena Macaluso:
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Dr Clara Cardella:
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Dr Giusy Tumminelli:
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Il contesto
L’iniziativa è stata organizzata nell’ambito delle attività dell’Unità di ricerca del Progetto PRIN 2006 (Programmi di Rilevante Interesse Nazionale) sul tema Le tre mafie: intrecci, ibridazioni culturali e relazioni di potere tra Cosa Nostra, ‘Ndrangheta e Camorra, diretta dalla prof. Alessandra Dino.
La ricerca, attraverso un osservatorio pluridisciplinare fondato su contributi provenienti dall'area delle scienze socio-antropologiche, politologiche e giuridiche, si propone di verificare se e come i mutamenti imposti dalla globalizzazione dei mercati, dall'introduzione di nuove rotte e di nuovi canali nel traffico della droga, dalla diffusione dei circuiti della finanza illecita e dall'introduzione di nuove merci di illecito scambio, abbiano modificato anche la rete criminale, il sostrato culturale da cui trae alimento, il network imprenditoriale fra le tre grandi e storiche organizzazioni mafiose del Mezzogiorno.
L'obiettivo dello studio è anche quello di verificare e comprendere se, parallelamente ai processi di mutazione nelle reti relazionali fra le tre grandi mafie italiane, si siano modificate e consolidate anche le reti di interazione con altre associazioni malavitose presenti sul mercato criminale, operanti a cavallo tra il lecito e l'illecito, o con soggetti e istituzioni attivi nel settore legale, con l'obiettivo di controllare le fasi terminali di grandi operazioni di riciclaggio. Il riferimento è, in particolare, al nesso tra criminalità economica e criminalità organizzata, che registra la pressante presenza nel mercato del crimine dei cosiddetti colletti bianchi.
È prevista la partecipazione di:
Felia Allum – Università di Bath (GB)
Antonio Balsamo – Tribunale di Palermo
Filippo Beatrice – Procura della Repubblica di Napoli
Fabrizio Biondo – Avvocato
Salvatore Boemi – Tribunale di Reggio Calabria
Giancarlo Caselli – Procura Generale della Repubblica di Torino
Raimondo Catanzaro – Università degli Studi di Bologna
Salvatore Cusimano – Direttore Sede Rai Palermo
Franco Di Maria – Università degli Studi di Palermo
Alessandra Dino – Università degli Studi di Palermo
Walter Fanganiello Maierowitch – Fondazione Giovanni Falcone S. Paolo (Brasile)
Giovanni Fiandaca – Università degli Studi di Palermo
Gabriella Gribaudi – Università degli Studi di Napoli
Antonio Ingroia – Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo
Antonio La Spina – Università degli Studi di Palermo
Guido Lo Forte – Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo
Fabio Lo Verde – Università degli Studi di Palermo
Salvatore Lupo – Università degli studi di Palermo
Monica Massari – Università degli Studi della Calabria
Cataldo Motta – Tribunale di Lecce
Livio Pepino – Consiglio Superiore della Magistratura
Claudio Riolo – Università degli Studi di Palermo
Vincenzo Ruggiero – Middlesex University di Londra
Ernesto Savona – Università Cattolica di Milano
Roberto Scarpinato – Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo
Rocco Sciarrone – Università degli Studi di Torino
Renate Siebert – Università degli Studi della Calabria